Perché Valencia è la città più verde d’Europa?
Quando si parla di verde, la città sudorientale parte già da una base solida. Valencia vanta oltre due milioni di metri quadrati di giardini, che la rendono una destinazione turistica popolare per il resto d’Europa. A soli dieci chilometri a sud del centro si trova il Parco Nazionale dell’Albufera, un’area lagunare protetta definita “polmone verde” della città dal sindaco del comune di Alfafar, Ramón Adsuara.
Ma è quello che si fa con quello che si ha che conta, e questo ha fatto sì che Valencia si aggiudicasse il titolo nel 2024, battendo la co-finalista Cagliari in Italia. Il motto di Valencia è “In missione insieme” e le autorità cittadine sono state elogiate dalla Commissione per aver collaborato con i residenti al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica e ambientale.
Nell’ambito della missione di neutralità climatica entro il 2030, la città sta sperimentando una serie di iniziative ecologiche.
Molte di esse si trovano nel quartiere di Cabanyal, storicamente sede della comunità locale di pescatori. Nel mercato municipale di Cabanyal, che si estende su una superficie di 3.500 metri, ad esempio, l’aria condizionata è ora alimentata da pannelli solari sul tetto.
Nelle vicinanze, a Las Naves, il primo “impianto solare socializzato” di Valencia è finanziato per circa l’80% da singoli cittadini, che hanno versato tra i cento e i duemila euro per partecipare al generatore di energia rinnovabile.

Altre iniziative ecologiche includono l’illuminazione intelligente sul lungomare, dove più di ventimila pali della luce sono stati dotati di tecnologia a risparmio energetico. I lampioni si stanno anche trasformando in punti di ricarica per i veicoli elettrici, grazie al sostegno del progetto MAtchUP, finanziato dall’UE.
In che modo Valencia sta diventando ancora più verde?
Una delle iniziative di Valencia come Capitale verde europea è quella di far dichiarare l’Albufera riserva della biosfera.
Il parco nazionale ospita la più grande laguna d’acqua dolce della Spagna, dove vivono (a volte) trecento specie diverse di uccelli, soprattutto acquatici, tra cui i fenicotteri.
È una Zona di Protezione Speciale da trent’anni, ma diventare una riserva della biosfera dell’Unesco le garantirebbe una sacralità ancora maggiore come “luogo di apprendimento per lo sviluppo sostenibile”.
Valencia ha progettato tre nuovi percorsi per mostrare i punti di forza e i progressi della città in tre aree chiave: la natura, compresa l’Albufera, la mobilità sostenibile, con una maggiore promozione del trasporto pubblico, della bicicletta e degli spostamenti a piedi, il recupero dello spazio pubblico per la fruizione dei cittadini.

Il primo nuovo percorso si chiama “il fiume verde” e copre i nove chilometri del Giardino del Turia, uno dei parchi urbani più grandi della Spagna, che ricalca l’ex letto del fiume Turia. È descritto come una “spina dorsale sana” con evidenti punti di forza climatici: rimane tre gradi più fresco rispetto ad altre aree della città e agisce come una spugna naturale che trattiene e filtra l’acqua nel sottosuolo, prevenendo così inondazioni ed erosione.
Il secondo percorso conduce gli escursionisti nel centro, attraverso piazze e strade pedonali che dimostrano l’impegno di Valencia per la mobilità sostenibile.
Il terzo itinerario comprende le “tre dispense naturali” della città: un frutteto periurbano, il mare Mediterraneo ricco di pesci e l’Albufera con le sue risaie circostanti, dove è stata cucinata la paella.
Tra gli impegni di Valencia c’è anche il vertice sul clima che la città intende ospitare e che riunirà più di duecento città europee per catalizzare il passaggio del continente alla neutralità climatica.
Quest’anno Valencia riceverà 350mila euro dall’Ue da destinare ai suoi sforzi ecologici.
